Doverosissima premessa.
Essendo nato in quel magico periodo in cui il buon gusto andò in vacanza e fu inventata la batteria elettronica che faceva tshhh, tshhh, per me non esistono sostanze stupefacenti bensì DROGA.
Se ci fate caso in quasi tutti i film dell’epoca, nel disperato tentativo di salvare i GIOVANI che per definizione non capiscono un tubo, si parla di una generica sostanza mortalmente pericolosa che non ha un vero nome ma, come l’uomo nero, il babau e il papa, ha un appellativo funzionale generico: DROGA.
Quindi da bravo bambino non ho mai assunto DROGHE, in compenso ho sviluppato disturbi alimentari.
Ora l’imprecisione delle informazioni ci portava a temere nell’ordine: le caramelle (specialmente se fornite da sconosciuti perché contenevano DROGA), siringhe per terra (perché probabilmente usate per iniettarsi DROGA), spinelli e/o sigarette arrotolate, non ufficiali quindi del monopolio di stato, (in quanto probabili veicoli per la DROGA), tutti quelli che aspettavano pacificamente qualcuno all’uscita delle scuole, (perché cavolo, se stai appoggiato a un muretto di certo vendi DROGA), e così via discorrendo.
Ai giorni nostri, fortunatamente, si ha il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome, anche perché credo sia responsabilità dei più grandi difendere spiegando e aumentando la conoscenza non ficcando uomini neri a destra e manca, in questa rubrica parlerò anche di sostanze stupefacenti.
Qualcuno tra voi potrebbe anche pensare che lo faccia perché la protagonista del ciclo di romanzi di Skinny, Skinny per l’appunto, sia una ex-tossica, sappiate che siete delle persone pessime e se non avete una copia apotropaica del libro in questione vi si otturerà il lavandino del tinello.
Fine della doverosa premessa.
Il mondo delle sostanze stupefacenti, specialmente per uno scrittore, è un universo vasto, policromo e affascinante. In primo luogo perchè mette il personaggio in relazione con i propri demoni interiori. E’ vero che a qualcuno può essere capitato di entrare in contatto con le DROGHE e subire immediatamente gli effetti di dipendenza fisica, specialmente per quanto concerne l’eroina, ma credo che nella maggior parte dei casi sia il tentativo di sopperire a un disagio di altro tipo, che poi tracolla in pessime conseguenze.
In secondo luogo perché dà al personaggio la possibilità di redimersi, di “fare del male” e “compiere la scelta sbagliata”, cose che, sempre a livello narrativo, hanno un’enorme funzionalità e attrattiva.
A nessuno piace un personaggio che ci azzecca sempre.
Ma andiamo con ordine. (E ricominciamo da capo dopo questo sproloquio. E’ il mio compleanno, ho un raffreddore epico, tossisco come un morto vivente, quindi almeno qui faccio come mi pare.)
L’EROINA. (Diacetilmorfina, non Giovanna D’Arco).
L’eroina venne sintetizzata per la prima volta da un certo Wright nel 1874, non quello degli aerei evidentemente, come derivato della morfina che, come ben sapete, si ricava dalla lavorazione dell’oppio che, come ben sapete, si ricava dal latte del Papaver Somniferum che al mercato nero mio padre comprò.
Il signor Wright, però, non seppe cosa farsene e la buttò via. Poi un chimico della Bayer nel 1897 la riscopre e pensa bene di usarla come sedativo per la tosse. In effetti l’eroina, per l’effetto sedante che ha sull’intero sistema nervoso, funziona molto bene come sedativo per la tosse. Poi ti uccide, però prima ti seda la tosse. Vennero quindi commercializzati numerosi prodotti a base di eroina. Dato che non andava molto di moda la sperimentazione preventiva, si accorsero dei terrificanti effetti di dipendenza che la sostanza causa fin dalle primissime assunzioni, dopo che la gente iniziò ad assaltare le farmacie che “The walking dead” scansati, e i prodotti vennero ritirati.
L’Italia dichiarò illegale la sostanza già dal 1925.
L’eroina si presenta in forma di polvere e, a seconda della purezza e di come è tagliata, assume colorazioni che vanno dal bianco candido tipo zucchero, al marrone tipo zucchero di canna, al nero tipo catrame. Per chi volesse approfondire l’argomento, o ha comprato un pacco dal deep web e non sa se è eroina davvero oppure un dolcificate Dietor, ci sono ottimi siti in giro. Cercateveli.
I principali produttori di oppio, e quindi di morfina, sono Birmania, Thailandia e Laos con la gentile partecipazione della Cina, del Vietnam e della Cambogia. Il cosiddetto Triangolo d’oro, che però smerciava morfina verso l’Olanda dove veniva lavorata mediante acetilazione per produrre l’eroina da vendere in Europa. Questo accadeva nei magici anni ’70, poi i paesi produttori hanno iniziato a farsela in casa e, guarda un po’, sono aumentati i controlli e il triangolo d’oro ha perso smalto. In seguito c’è stata l’ascesa di un altro trittico d’illegalità che, per motivi di copyright, fu chiamato Mezzaluna d’oro composta da Iran, Pakistan e Afghanistan. (Condizione necessaria per appartenere alla Mezzaluna d’oro è che il nome del paese finisca in ‘an’, oltre che a produrre oppio ovviamente.)
Questo per darvi spunti di background. Ora, cosa fa effettivamente l’eroina? Perché viene assunta?
Siccome non siamo più negli anni ’80 nei quali “LA DROGA FA MALEH” e basta, fermo restando che faccia davvero male, andiamo a capire perché uno dovrebbe bucarsi dato che è così palesemente nociva. La verità è che l’eroina, fin da subito, fornisce un effetto euforizzante, (vuol dire yeeeh), che pervade tutto il corpo quasi istantaneamente. Questo effetto, detto “rush”, avviene perché, magie della chimica, la parte acetile si stacca e la morfina viene rilasciata nel cervello.
Il rush lo conosco ed è davvero stupefacente (perdonate la battuta). Non perché mi sia “fatto” ma perché in ospedale, per contrastare i dolori delle coliche renali, mi hanno fatto una pera di morfina. Viva me. Il rush dura pochi minuti si prova benessere, allentamento delle tensioni, no stress, no ansia, peace and love. Un senso di calore e di pace si diffonde per l’organismo e, tutto sommato, non te ne frega più molto del resto. Ovviamente fa scomparire anche le coliche renali e causa battute idiote sugli obitori. E qui termina la mia esperienza. Perché la morfina, gli dei la benedicano, se usata a modo è un medicinale, l’eroina no.
A breve termine l’eroina diffonde un senso di pace, calma, rilassatezza e soddisfazione. Capite perché si può avere desiderio di assumerla? Anche la prima volta? Anche solo per provare, quando si è inseguiti da demoni che si ha troppa paura di affrontare?
Ora però arrivano le dolenti note, l’eroina non è uno scherzo per niente.
Dalle due alle sei ore dopo l’effetto finisce e il corpo immediatamente si ribella. Le pupille assumono la tipica costrizione a spillo, si è sonnolenti e indolenti, stanchi. E’ difficile parlare, possono sopraggiungere nausea e vomito e, non da sottovalutare, il cuore può essere così ben rilassato da decidere di fermarsi proprio come l’apparato respiratorio stesso. Quando si parla di “morte per overdose” di solito è un arresto respiratorio indotto da troppa roba.
E fin qui, scampata la morte, il nostro personaggio potrebbe fermarsi e catalogare la sua esperienza come molto negativa e finirla lì. Non è così semplice purtroppo. L’assunzione di eroina, fin dalle primissime dosi, causa una fortissima dipendenza e rapida assuefazione.
Dipendenza vuol dire che ne vuoi ancora appena hai finito gli effetti, non pensi ad altro, ti serve, stai male senza perché sei costipato, non mangi, sei apatico, ti si cariano i denti, il sistema immunitario rallenta, diventi più sensibile al dolore, eccetera.
Assuefazione significa che diventi sempre meno recettivo alla sostanza e quindi dai 5 ai 15mg di una dose iniziale aumenti fino ad assumere 100mg dalle due alle tre volte al giorno. La dose di 100mg per una persona non assuefatta è, udite udite, letale.
E se il nostro personaggio non assume la DROGA pardon l’eroina? Un paio d’ore dopo l’ultima assunzione iniziano poderosi gli effetti dell’astinenza che si manifesta con agitazione, dolori diffusi, tremori, panico, nausea, vomito e il desiderio inarrestabile di acquistare cd di cartoni animati giapponesi pur non avendo il lettore(*). Dopo due o tre giorni la crisi d’astinenza raggiunge il suo apice e può durare fino a una settimana. In queste condizioni il nostro personaggio deve procurarsi altra roba, è un bisogno fisico inarrestabile, e quindi è disposto a rubare, a minacciare, costringere, qualsiasi cosa. Diventa un pericolo per se stesso e per gli altri.
L’eroina si può assumere per iniezione, sia endovena che intramuscolo, nel primo caso attenzione ai residui che possono lacerare le vene, per inalazione diretta, che devasta l’impianto respiratorio, e per inalazione dei fumi, di norma facendo bruciare l’eroina su una piastra metallica con la convizione, erronea, che causi meno dipendenza. Per non farci mancare nulla l’eroina viene spesso miscelata in cocktails terrificanti nel tentativo di alleviarne gli effetti negativi. Citiamo, a titolo di esempio, lo Speedball, che sarebbe cocaina ed eroina. L’eroina ti manda giù, la cocaina ti manda su e quindi non ti accorgi che stai per avere un arresto cardiaco per overdose ritardata. Esiste una variante dello Speedball nomata Frisco che aggiunge alla mistura l’LSD, allucinogeno di cui parleremo in futuro, per aggiungere quel pizzico di brivido in più. Poi abbiamo il Bombita, eroina e anfetamine o caffeina, e il Cobret che è una mistura inalabile in palline marroni prodotta dall’interruzione del processo di produzione dell’eroina che riesce ad essere ancor più micidiale.
Ora che il nostro personaggio è finito nel vortice della DROGA dell’eroina come ne può uscire? Non esiste una cura vera e propria per la dipendenza, che deve svanire da sola evitando l’assunzione per lungo termine della sostanza. Esistono però diversi medicinali che vengono usati per alleviare i sintomi dell’astinenza e per ridurre gli effetti euforici dell’eroina anche se assunta. Il primo tra questi è il metadone. Si usa anche la buprenorfina, meno efficace del metadone, ma causa meno effetti di dipendenza e quindi si può associare a vari tipi di terapie. Si può utilizzare anche il naltrexone che è antagonista degli oppiacei e ne impedisce gli effetti se vengono assunti.
La vera terapia risolutiva, però, è comportamentale e passato il primo periodo necessario per alleviare i sintomi dell’astinenza, si propone lo scopo di scardinare le cause della necessità di assumere eroina, la necessità di sfuggire al dolore, al disagio, a quel certo “mal di vivere” che nessuno ci insegna ad affrontare. I trattamenti vengono somministrati sia in ambito ambulatoriale che in comunità specializzate con periodi di permanenza tra i tre e i sei mesi.
Ora chiediamoci: che cosa è successo a Skinny per costringere una donna dall’intelletto superiore a cadere in un inganno così palese?
Per saperlo non vi resta che procurarvi, preferibilmente utillizzando mezzi leciti, una copia di “Uno spettacolo per pochi”, e mi raccomando non assumete DROGHE!
(*) Disclaimer (da leggere velocemente tutto d’un fiato come nelle pubblicità dei farmaci)
Quanto scritto non vuole e non può essere in nessuna maniera considerato un trattato medico, e nessuna delle informazioni, o consigli, o altro può avere valenza medica. Si tratta di mie opinioni e considerazioni. Ci sono numerosi specialisti in grado di diagnosticare e trattare i disturbi dei quali parlo e ai quali il lettore deve rivolgersi in caso di necessità. In secondo luogo in nessun modo l’autore, sarei io, vuole ridicolizzare o minimizzare i disturbi trattati e chi ne soffre. Anzi a loro vanno tutta la mia solidarietà e affetto. Detto questo un po’ d’ironia può scapparci ma solo perché la vita è già difficile di suo e se ci togliamo pure qualche risata a denti stretti allora non ha più molto senso.